Però ci sono Steve McQueen e Marina City a Chicago.
Tutto il resto non conta.
The Hunter
di Buzz Kulik
1980
Si sprono porte
e spengono luci.
si accendono luci
e chiudono porte.
Jeanne Dielman
23, Quai du Commerce
1080 Bruxelles
di Chantal Akerman
1975
Passi decisi
o i battiti del cuore.
Una marcia
o un battito regolare.
Il sussurro
l'immagine
il sonno.
La jetée
di Chris Marker
Cortometraggio, 1962.
«E poi ci sono le mappe dei sogni. Mi dicevano che in un sentiero himalayano c’era una porta che si apriva in una valle. È così che ho disegnato la carta della Naar Phu, la valle himalayana dove si entra attraverso una porta.»
La polvere è lenta. Si fa da sola con lentezza, ostinazione, giorno dopo giorno. Come un tappeto. La polvere dice il piacere infinito dell'effimero. Del momento raro e volatile. Del passato che non passa.
Tuttavia tristi strati di polvere invadono senza fine le abitazioni terrestri e le invandono unifomemente: come se si trattasse di disporre le soffitte e le vecchie camere per l'entrata delle ossessioni, dei fantasmi, delle larve che l'odore tarlato della vecchia polvere sostanzia e inebria.
Ma il pericolo che si corre menando una vita simile è il mutamento nell'ordine delle giornate, il livellamento degli eventi. Non posso dire per Iva, ma per me è prorpio vero che i giorni hanno perso ciò che li distingueva l'uno dall'altro.
e a metà della rampa guardavo da una finestretta che dava sul cielo nudo. Non mi fermavo; facevo una carezza mentale al grande cielo che giugeva fin là dentro, e suonavo alla porta.
Vagava nella casa: e talora dischiudeva le gelosie d’una finestra, che il sole entrasse, nella grande stanza. [ ] Ma che cosa era il sole? Quale giorno portava? sopra i latrati del buio.
Gadda / Cahun
Poster work by Brooklyn-based designer, Anton Pearson.
http://antonpearson.com/
(via electro-graphic)


